
Questo è il Blog di un bieco programmatore che divide il proprio tempo libero tra l'Amore, i fatti di attualità e il Free Software. Gli ultimi due non necessariamente in quest'ordine.
Questo sito si basa su PivotX, un Blog Engine scritto in PHP che non ha bisogno di database. Indovinate un po'? Si tratta di Free Software!
Il template originale di questa pagina si chiama "Boxed In" ed è stato scritto da Cissi Tsang per la vecchia versione di questo blog, che usava Pivot. Io l'ho pesantemente personalizzato per renderlo... Retro/Nerd come lo vedete ora.
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Si può essere sempre d'accordo su tutto? L'Espresso pubblica un articolo su 'Colpo Grosso' la celebre trasmissione trash-cult degli anni '80. Intervista un Umberto Smaila che ricorda quei tempi e la sua amicizia con Silvio Berlusconi. Conduttore di una trasmissione seguitissima, al contrario di altri cult riconosciuti solo molti anni dopo, in quegli anni di televisione privata borderline tra il legale e l'illegale. Su una rete che era Fininvest ma non era Fininvest, un'emittente disconosciuta dallo stesso proprietario.
L'Espresso aveva già pubblicato un articolo simile parlando di Drive In. Trasmissioni tragate B. che sembra fossero propedeutiche ad anestetizzare la società italiana per i successivi 20 anni. Secondo loro.
Secondo me invece si ravvisano non pochi errori di valutazione.
Insomma: senza Colpo Grosso non avremmo avuto Maria De Filippi ed il Grande Fratello? Bho. Non avremmo avuto la discesa in campo di B.? Ma via! Non ci saremmo lasciati fregare da B.!? Se davvero invece di pensare al baratro del default che pare lì ad aspettarci, in fondo ad una strada in discesa affrontata senza freni, vogliamo parlare di che cosa ci ha portati qui parliamo allora di giornalisti (venduti) che dicono in televisione che Obama è un cafone, parliamo di democrazia calpestata e di Onorevoli che urlano "vai a farti scopare".
Allora: Natty Narwhal - anche noto come Ubuntu 11.04 - non è più una novità; per Canonical il nuovo desktop di riferimento è Unity ed anche questo non è più una novità. Quando l'ordalia di novità è passata diventa il momento di trarre (ciascuno) le proprie personali conclusioni.
Piace Natty? Piace Unity? E' impazzita Canonical?
Partiamo dal fondo: Canonical ha fatto una scelta incredibilmente coraggiosa, forse anche un po' incoscente. La familiare e rassicurante interfaccia di Gnome lascia il posto a Unity. Unity aveva fatto il suo debutto su Ubuntu Remix, una branch di Ubuntu pensata per apparecchi di piccole dimensioni (Netbook soprattutto, visto che i tablet erano novità fresche fresche). Ha cambiato nome ed è riconfluita nella distribuzione principale dettando le proprie regole!
Una rivoluzione. Gnome e KDE copiano Windows e MacOSX? Unity può somigliare a MacOSX ma non lo è: finalmente è qualcosa di davvero nuovo ed originale!
Ne consegue che vi farà pesantemente bestemmiare appena ve lo troverete davanti!
Personalmente se non ho nove (nove) distinti workspace disposti in un quadrato 3x3 non sono contento. E sporadicamente aggiungo pure una quarta colonna ed arrivo a 12!
Unity parte con quattro workspace ed apparentemente non sembrerebbe possibile aggiungerne, toglierne o semplicemente cambiarne la disposizione.
La chiave di volta sta nel pannello di configurazione di Compiz (le librerie preposte a gestire gli effetti di finestre, mouse ecc.). Pannello di controllo che - almeno a me personalmente - ha sempre un po' fatto cadere i gioielli di famiglia, in quanto particolarmente complicato e contorto. Vabbhe: quello che configurate ora lo farete una volta per tutte.
Dall'icona delle opzioni generali raggiungete il tab Dimensione desktop (l'ultimo tab a destra, probabilmente dovrete usare la freccia di fianco ai tab). Cambiate Dimensioni virtuali orizzontali e Dimensioni virtuali verticali e questa è fatta!
Passare da un workspace e l'altro, soprattutto per me che come avrete intuito ne uso fin troppi e di continuo, può essere seccante se vi si sposta anche il wallpaper, oltre alle finestre. Torniamo a Compiz. Stavolta andate su Desktop Wall, Viewport Switching e... il sistema semplice è ridurre a zero la Wall Sliding Duration. Così scattate istantaneamente da un workspace all'altro con tutte le finestre. Ne consegue, ovviamente, che il wallpaper smette di muoversi. Ovviamente anche le finestre appaiono e scompaiono istantaneamente. Nemmeno questo è molto bello, in fondo! Rialzate allora l'indicatore della Wall Slider Duration e passate al campo Non Sliding Windows. Giustamente direte: quale finestra? Bhe, finestra o non finestra scrivete 'title=x-nautilus-desktop' e vedrete che il wallpaper rimarrà fermo dove deve stare. ![]()
Hey, adesso sì che il sistema è di mio gradimento!
I menu di sistema apparentemente sono storia, abbiamo una launch bar a sinistra, tutto sommato abbastanza comoda. Dal logo di Ubuntu, in alto a sinistra si passa al selettore di applicazioni. I controlli in punta di mouse sono pochi e periferici. Riscoprite la tastiera! Cosa volete? Un terminale? Scrivete 't'... ed ecco lì un'icona alta ed invitante. Ovviamente vale un po' per qualunque altra cosa. Scrivete ad esempio 'w'... ed ecco Libreoffice Writer pronto per essere caricato (OpenOffice? Bye bye, senza rimpianti!). Nel 90% dei casi vi basta davvero il primo carattere per raggiungere l'applicativo che vi serve. Non vi ricordate come si chiama? Siete nell'era della ricerca (full text). Scrivete ad esempio 'imm' e vedrete... il glorioso Cattura Schermata per prendere gli screenshot!
Ora fate finta di tornare indietro (ah, potete farlo quando vi pare: terminate la sessione, inserite il vostro nome utente e scegliete Ubuntu Classic, inserite la password e bentornati in Gnome) immaginate il solito menu Applicazioni, tornate a navigare tra menu e sottomenu nidificati... eh, vi siete accorti di quanto eravate più lenti?
Bhe: Spero davvero che Unity sia una scommessa vinta.
Una nota stonata: installo Eclipse per conto mio, il pacchetto di Ubuntu non mi ha mai convinto e facendo per conto mio posso restare aggiornato quanto mi pare. Bene, voglio un launcher sulla barra di sinistra! Uhm... se lancio la IDE posso bloccare l'icona ma... non ha caricato l'icona giusta! Per aggiungere il launcher ho dovuto usare Nautilus, creare uno shortcut (assegnando l'icona corretta), lanciare apposta Eclipse e finalmente fissare il launcher giusto!
Bhe, sì: Unity è ancora un pò acerbo ma ha le premesse per un futuro radioso. Unico ostacolo: le abitudini di altre migliaia di utenti. Vedremo!
Due esploratrici italiane raggiungono una sperduta tribù in mezzo alla foresta. Gli abitanti di tale tribù sono caratterizzati da una certa bruttezza: bassi, stempiati ma sempre sorridenti.
Peccato che, dopo che le due piacenti ragazze sono state festosamente accompagnate all'interno del villaggio, i sorrisi si trasformino in ghigni aggressivi.
Fatte prigioniere si trovano davanti al capo villaggio che le mette davanti a due opzioni: morte o bunga bunga!
Le due italiane si guardano negli occhi spaventate, poi la più anziana delle due si fa avanti per prima e coraggiosamente esclama:
- Bunga Bunga.
Subito gli autoctoni si fanno avanti a decine, la afferrano, la spogliano, la legano ad un asse di legno ed abusano ripetutamente di lei. Dopo ore di orgia selvaggia il cuore della sfortunata cede e la ragazza muore.
Tremante la giovane superstite affronta il capo villaggio. Piuttosto di una fine come quella, pensa, meglio la morte!
- Che Morte sia.
Il capo villaggio gnignando risponde:
- Prima però un po' di Bunga Bunga!
(grazie Andrea)
Ho da poco installato con soddisfazione Ubuntu Maverick Meerkat - anche nota come 10.10 - l'upgrade dalla vecchia Lucid Lynx (peccato abbandonare una LTS, ma almeno a casa fa piacere sperimentare con la versione più avanzata!) come al solito non è andato a buon fine, rendendo il sistema instabile. Pazienza, ho tenuto la partizione /home ed ho installato un sistema pulito preservando tutte le mie impostazioni. Unico inconveniente: reinstallare gli applicativi che utilizzo e che si discostano dalla distribuzione standard.
Sebbene - come è giusto - si prediliga sempre l'uso del repository ufficiale, l'installazione della mia IDE preferita Eclipse preferisco sempre gestirla per conto mio, anche perché preferisco usare la versione ottimizzata per PHP che in apt non si trova (forse su launchpad?).
Se non volete perdere tempo: scaricate il .tar.gz, scompattatelo nella vostra home e buon lavoro.
Se invece - come il sottoscritto - rispettate l'approccio POSIX la dir /opt dovrebbe prestarsi bene ad ospitare i software addizionali.
Le istruzioni che seguono valgono per Eclipse quanto... per qualunque altro applicativo vogliate installare manualmente! Quali? Ad esempio le versioni beta di software quali Firefox, OpenOffice e così via.
Tuttavia il .tar.gz di Eclipse contiene i file, completi di permessi ed attributi, già configurati in un modo molto furbo! Vediamo come, perché può davvero fare scuola!
Useremo massicciamente sudo, perché il vostro utente non può - o non dovrebbe - poter scrivere direttamente in /opt - con le dovute eccezioni che vedremo in seguito!
Prima di tutto andiamo nella directory che abbiamo scelto per l'installazione:
cd /opt
Proseguiamo immaginando di aver scaricato Eclipse nella nostra home, nel file compresso è già tutto pronto, compresa la directory dell'applicativo eclipse che quindi non abbiamo bisogno di creare:
tar -xzf ~/eclipse-php-helios-linux-gtk-x86_64.tar.gz
ls -la
L'ultimo comando darà questo risultato:
drwxrwsr-x 9 libuuid users 4096 2010-10-21 00:31 eclipse
Intanto: la directory è di proprietà di libuuid, del gruppo users. Questo offre un vantaggio: se aggiungete il vostro utente al gruppo users avrete pieno accesso alla dir che avrete creato, in modo da poter installare eventuali file aggiuntivi - proprio quello di cui avrete bisogno se volete installare qualche plug-in particolare sulla vostra copia Eclipse!
Inoltre il gruppo ha i permessi di lettura e scrittura sulla nuova dir, compreso l'attributo s!
In pratica siamo già pronti a lavorare. Per poter aggiungere o aggiornare la nostra IDE, tuttavia, meglio assicurarsi che il proprio utente sia membro del gruppo giusto:
sudo adduser <vostro utente> users
OK: finito! Lanciate Eclipse Helios entrate nel Marketplace e aggiungete i plug-in che vi servono. Terminata l'installazione Eclipse verrà riavviato ed a quel punto noterete probabilmente che... anche se avete seguito tutti i punti sopra l'installazione dei plug-in non ha avuto successo!
Come mai!?
Diciamo che è la prova del nove. Se avete lanciato adduser ed avete aggiunto con successo il vostro utente al gruppo users (ossia: il vostro utente ancora non era presente in users) ma non avete riavviato la sessione di lavoro, ubuntu ancora vi negherà i permessi di scrittura! Non serve riavviare, siamo mica in Windows, tuttavia è necessario terminare la sessione e riloggarsi!
Rientrate in Eclipse e stavolta riuscirete ad installare i plugin che vi servono!
Domenica scorsa Lucia Annunziata ha presentato come al solito il suo talk show "In 1/2 h", su Raitre. La scaletta del programma era stata stravolta dalla drammatica morte dei quattro alpini in Afghanistan. All'ospite previsto - il direttore del Giornale Sallusti - si sono affiancati (in studio) il ministro della Difesa Ignazio La Russa e (in collegamento) il responsabile per le Politiche Estere Piero Fassino.
Lucia Annunziata rivolge la prima domanda a La Russa (non avevo il cronometro in mano, ma tutta la trasmissione della Annunziata è un costante countdown, per cui posso affermare che abbia parlato per almeno cinque minuti. Senza essere interrotto ed esponendo sostanzialmente la volontà di rimettere alle commissioni parlamentari la sua decisione di non armare i bombardieri italiani).
La domanda viene girata a Fassino che inaspettatamente (stupisce la stessa Annunziata) manifesta una linea vicina a quella di Governo.
Inizia il nervosismo di La Russa. Non sono purtroppo riuscito a trovare un video in Rete con la puntata (magari mi ci metto stasera) ma i passi essenziali e significativi che mi sono rimasti in mente sono i seguenti.
Guarda nervosamente l'orologio, polemizza con l'intervistatrice.
Io, lo ammetto, il mefistofelico La Russa non lo sopporto proprio. Non ne sopporto la voce, l'atteggiamento, l'aspetto ed ovviamente non ne condivido le idee. Ho fatto forza su me stesso per vedere il programma fino alla fine chiedendomi più e più volte se davvero "l'occasione" di un lutto tra le nostre truppe in Afghanistan valesse soltanto, per La Russa, come una vetrina improvvisa e inaspettata per "qualche minuto di ribalta". Disgustoso.
Rispettoso del lutto che univa (come di raro accade, ormai) l'intera penisola, ho lasciato decantare questo pensiero come un rumore di fondo, come qualcosa di inconfessabile.
Poi le frasi di ieri dei parenti delle vittime, rivolte proprio a La Russa: "Goditi lo spettacolo". Mi sono reso conto che quella fatidica trasmissione potevano averla guardata anche loro, con la morte nel cuore e lo sguardo rivolto a chi era rimasto laggiù. Assistendo invece allo spettacolo indegno di un omuncolo che si fa chiamare onorevole e ministro
Oggi, in sommario 6 notizie:
Gioco estivo: scoprite cosa manca! Invito a barare: siete gia' in Rete visitate il sito di informazione che preferite. La Repubblica? CERTO! L'Unità? MA SICURO! Il Fatto Quotidiano? Potrebbe mancare!? Ma ancheTGCom va bane, quotidiano.net, LiberoNews, Il Giornale, Il Messaggero... Cazzo! Pure sull'Avvenire! Fino - notevole! - al sito stesso del TG1!!
Lo hanno interrogato 4 ore Cosentino, c'è (finalmente) una crisi di governo alle porte, leggi bavaglio - fortunatamente! - quasi accantonate. Ma come fate a farvi chiamare telegiornale!?
Rimuovete Minzolini, invece di cercare di bombare Santoro!
Ah, già (ingenuo che sono!): dimenticavo quella certa intercettazione in cui Cesare chiamava Minzolini direttorissimo!
Il Messaggero di oggi (badate: non La Repubblica o Il fatto quotidiano) con un articolo a tutta pagina, seppure nelle pagine interne, denuncia i veri e propri sperperi degli amministratori leghisti. Quelli che in campagna elettorale gridano a Roma ladrona (probabilmente per questo il Messaggero ha un po' il dente avvelenato...) e appena raggiungono l'agognato cadreghino si aumentano lo stipendio (un po' tutti, una sindachessa se lo è raddoppiato giustificandosi con la tipica arroganza del suo partito: Me lo merito), spendono quasi 10.000 (diecimila) euro per un lampadario di Murano da appendere nella sala del palazzo della provincia (di Venezia, ovviamente!), costruiscono nuovi palazzi provinciali anche se quelli esistenti erano più che sufficienti (a Treviso), finanziano flop clamorosi ma costosissimi (la fiction su Barbarossa), pretendono intere nuove provincie - e si oppongono ad abolire le vecchie - per aumentare il numero di poltrone da occupare (Monza e Brianza, e spingono la creazione della provincia della Val Brembana con capoluogo Breno, 5.000 anime).
(ancora...)I Paesi del Terzo Mondo non esistono più. Ora sono Paesi in via di sviluppo e, almeno in alcuni casi, la definizione calza davvero!
Ma non a caso il Belpaese saltuariamente viene soprannominato Repubblica delle Banane, perchè solo in un Paese del Terzo Mondo, nel XXI secolo, lo scontro tra politica e giornalismo libero (quello non iscritto a nessun albo) potrebbe arrivare a tanto.
Siccome siamo in periodo preelettorale pare che chiamare i politici per nome e cognome sia diventato illegale. Già all'inizio della sua carriera politica nell'attuale Ministro delle Difesa era stata riconosciuta una sua marcata e luciferina somiglianza con... Satana. Sarà l'immeritato rispetto per i successi politici che lo portarono a ricoprire cariche di prestigio, o più facilmente il paragone aveva smesso di far sorridere, sta di fatto che ad oggi appare evidente che la Bestia dai 100 nomi ha tutt'altro che perso lo smalto con l'età.
Farebbe ridere, se non facesse piangere. Il partito di chi ha Paura Delle Libertà ha infatti un terrore nero soprattutto delle Libertà di Informazione, dei giornalisti che ancora si impuntano a fare il loro lavoro. Quelli che pongono domande scomode, quelli che grazie alle loro investigazioni fecero cadere, in un Paese dove hanno tanta democrazia da potersi permettere di esportarla, il Presidente Nixon a causa dello scandalo che portarono alla luce: il Watergate.
Uomini, Eroi, prima ancora che giornalisti. In Italia ne abbiamo avuti ben pochi e ne abbiamo sempre meno, una esigua minoranza rispetto ai vari invertebrati anche nel cognome.
Qui da noi i giornalisti veri vengono presi a calci, malmentati da quei politici che governano per volontà del popolo, come non smettono mai di ricordarci. Come se questo bastasse a giustificare ogni sozzura. Noi chiamiamo onorevoli questa banda di picchiatori?
Giornalisti ed Eroi, invece, individui coraggiosi che ancora inseguono la Verità. Eroi che in passato vennero addirittura uccisi, come accadde, nella Notte Più Buia, a Peppino Impastato. Un Uomo, un Eroe, non un giornalista (quindi anche lui, caro Belzebù, trasmetteva per radio senza essere iscritto all'albo!) ma un coraggioso attivista politico. Un Eroe, sì. Lui si era messo contro la Mafia. A confronto dei quali anche il Diavolo risulta per quello che è (con o senza cravatta): un picchiatore di periferia.
Peppino Impastato, insieme magari a Giancarlo Siani, dovrebbero essere l'Esempio per chi decide di intraprendere davvero il mestiere di giornalista, oggi e domani. Se davvero vogliamo ancora poter scrivere Democrazia con la D maiuscola!
Che le leggi poste a governare il Diritto d'Autore ed il Copyright siano ormai superate e vengano tenute in piedi a forza in virtù degli interessi miliardari che muovono è ormai appurato. In questo post, tuttavia, vorrei affrontare l'argomento da un punto di vista diverso dal solito.
Nelle numerose cause per violazione dei diritti a mezzo di pirateria informatica (leggi P2P) le Majors solitamente quantificano i loro mancati introiti calcolando gli incassi sfumati a causa di tutti quegli utenti che, invece, hanno fruito dei loro prodotti attraverso il download. Leggi: se Tizio ha scaricato da Caio il prodotto che vende Sempronio, Sempronio ha subito una perdita per il valore del proprio prodotto. Si da' insomma per scontato che Tizio avrebbe regolarmente acquistato il prodotto di Sempronio, se non lo avesse trovato gratis grazie a Tizio.
Questa posizione è difficile da sostenere per Sempronio (Caio avrebbe potuto fare a meno del prodotto e, tra i tanti Caio che hanno scaricato la loro copia dall'inputato Tizio, certamente molti avrebbero fatto a meno dell'acquisto) - e le Majors lo sanno bene infatti finora hanno sempre preferito chiudere le cause in fretta e furia proponendo all'inputato una soluzione extragiudiziale di comodo, pur di evitare una sconfitta in tribunale che creerebbe un pericoloso precedente! - ma è possibile capovolgere questo schema.
(ancora...)Per una volta potrei addirittura essere d'accordo con lo Spippolo delle Libertà; escludere il partito dalle imminenti elezioni regionali di Marzo sarebbe un grave fatto che minaccerebbe la democrazia in Italia.
Poi mi basta leggere che cosa effettivamente è successo, chi ne è responsabile, le sue ambigue e confuse reazioni a caldo e non posso che farmi delle domande:
La candidatura di Renata Polverini non è affatto in pericolo: la lista che la supporta è composta da altri partiti e liste civiche; il PDL inoltre sarà assente unicamente dalla provincia di Roma ma il danno d'immagine è fatto ed è meritato. L'esclusione del Popolo delle Libertà dalle imminenti elezioni regionali è unicamente di responsabilità del partito stesso, e questo contrariamente a quanto il PDL stesso si è affrettato ad affiggere in giro per la capitale "Non vogliono farti votare". Più che altro, voi che li avreste votati: siete sicuri che si tratti dei candidati giusti?
Come ricorderete (come se questo blog lo leggesse qualcuno! ahahah) sono lavorativamente impegnato da quasi un anno esclusivamente sulla programmazione di script PHP in linea di comando. Per la natura di questo lavoro è importante che nulla sbombi senza controllo ed in questo la programmazione OOP fornisce un grosso aiuto.
Lavorare in tal senso porta ovviamente ad utilizzare librerie che offrano la medesima interfaccia, piuttosto che le (quasi) arcaiche risorse - o handler - tipiche di un vecchio stile di programmazione.
Ecco quindi aprirsi il mondo di MySQLi (la i sta per improved!) che, oltre a permettere di dialogare con il Database Engine come le gloriose librerie MySQL, apre la strada a script più sicuri ed efficienti - anche e soprattutto sul web! - grazie alla potenza dei prepared statement!
Cosa sono i prepared statement? Se non sapete cos'è una query SQL mi spiace avervi fatto perdere tempo, tornate pure su Facebook. Altrimenti immaginate la tipica query che lanciate tutte le volte che caricate una pagina - sempre la stessa - immaginate di comunicarla a MySQL così com'è ma senza parametri. Immaginate che MySQL la compili ma senza eseguirla, ma mettendosi, invece, ad aspettare che voi passiate i parametri desiderati - li escapi per evitare SQL ignictions - e solo a quel punto esegua la query che si era già preparato (appunto!) in memoria! Bello, sicuro, efficiente! Questo - ed altro ancora, ma oggi parliamo di questo - è MySQLi!
(ancora...)Gli immigrati si ribellano. Rivolta nelle strade, cassonetti bruciati, auto danneggiate, pietre, bastoni. Un paese in stato d'assedio. Interviene la Polizia. Civili con la pistola - od il fucile. Gli immigrati se ne vanno. Per gli abitanti di Rosarno? Quelli sono bestie.
Intanto le cose cambiano. I campi dove vivevano gli immigrati vengono smantellati. Rosarno torna alla normalità, alla tranquillità. Rosarno, insomma, riguadagna il sonno della ragione. Sì, proprio il sonno della ragione. Perchè per quanto i media - per una volta - non abbiano lesinato nel mostrare l'altra faccia della medaglia ossia: il dramma dei migranti fatti lavorare a € 5 l'ora, sballottati dove vi sono pomodori o mandarini da raccogliere (gli stessi che poi troviamo noi, nei supermercati), costretti a dormire come bestie (perché il loro abbruttimento, la loro miseria non è certo una scelta di vita) su giacigli maleodoranti, ammassati in capannoni pericolanti e sfruttati da persone che trattano il loro cane con maggior riguardo.
Ma al quadro ancora manca un punto di vista. Quello che tanto per cambiare solo Roberto Saviano descrive, indica, ci costringe a guardare. Gli immigrati non si sono ribellati agli abitanti di Rosarno, non si sono ribellati al popolo italiano, allo Stato che da altezzoso ed indifferente ha infine voltato loro le spalle, scelto la repressione.
Roberto Saviano ci aveva già descritto la verità in tempi non sospetti. Durante il bellissimo speciale di "Che tempo che fa" in onda lo scorso Novembre. Parlando di Castel Volturno, parlando di un'altra rivolta, parlando di altre persone ma degli stessi volti. Volti scuri, volti disperati, volti sfruttati, volti ribelli. Ribelli contro la Camorra, allora, contro la 'Ndrangheta oggi. Contro lo sfruttamento criminale.
Ribelli con le uniche armi a loro disposizione, con gli unici mezzi alla loro portata. La violenza va condannata. Questo è certo. Anche la violenza contro le cose va fermata. Ma bisogna ricordare che gli immigrati, in questa storia, sono le prime vittime. Contro di essi è stata usata violenza. Prima di tutto. Poi penseremo ad auto e cassonetti. Ma ricordiamoci che loro hanno avuto coraggio dove noi siamo stati vili. Loro si sono alzati ed hanno fronteggiato ciò di cui nemmeno vogliamo parlare. Gli immigrati sono gli unici che hanno manifestato contro il potere mafioso.
(ancora...)La matematica, è noto, è una scienza esatta. Un computer è una macchina elettronica in grado di eseguire automaticamente sterminate serie di operazioni aritmetiche basilari. Le quattro operazioni, per capirci. Non c'è nient'altro, se riduciamo tutto ai minimi termini. Queste sterminate serie di operazioni si chiamano programmi e contengono dei controlli logici che sono riconducibili comunque ad operazioni aritmetiche basilari. Potete chiamarle logiche, più che aritmetiche, ma dalla matematica non potete allontanarvi. Anche il testo, la musica e i video sono rappresentati da numeri; non stupitevi quindi, se scoprite che il vostro computer ci fa sopra strane operazioni matematiche!
(ancora...)Tra gli N-mila linguaggi di programmazione con sui mi sono incontrato/scontrato negli anni certamente il più amato è PHP. Anche lo potenza del Perl me lo ha fatto apprezzare, ma PHP ha dalla sua una serie di vantaggi che vanno oltre le considerazioni meramente tecniche:
Al contrario il linguaggio con cui mi sono scontrato maggiormente è stato Java. Massimo rispetto al lavoro di Sun fin dai requisiti originali per cui Java era nato. Java ha ripreso la promessa tradita di un linguaggio puramente ad oggetti del C++ e l'ha mantenuta. Mica poco! Sarà, tuttavia, che io iniziai a lavorarci sopra ai tempi della versione 1.0.2 (hey! sono passati più di 10 anni!) quando Java si usava per infilare nelle pagine web (pesantissime) mini applicazioni - come ora si fa con Flash - in modo da stupire i navigatori con i più improbabili ed inutili effetti speciali. Ma non era l'uso del linguaggio, il vero problema: di fatto, ai tempi, Java era un vero colabrodo. Ricordo ancora le imprecazioni lanciate contro l'orrendo Visual Café di Symantec, oggi giustamente consegnata all'oblio (mai IDE fu meno compianta). Passare a JBuilder (1.0!), di Borland, parve una benedizione: ma la speranza fu mal riposta. A quel punto meglio optare per una soluzione più radicale. Tornai a programmare con Java quasi 10 anni dopo, usando Software Libero: Tomcat, svariate librerie del progetto Jakarta, Eclipse (IDE che mantengo tutt'ora anche se sono tornato a programmare in PHP!) ma quell'amaro retrogusto come di... caffé bruciato faticava ad andar via. Avevo la sensazione che l'etichetta Enterprice (destinata alle applicazioni veramente professionali) più che essersela guadagnata Java se la fosse applicata addosso e la difendesse con le unghie e con i denti.
In questo articolo, tuttavia, non desidero parlare di Java ma del più agile e scattante PHP. Dicevamo che con la gloriosa versione 5.x (tutt'ora stable) del linguaggio di Zend finalmente il supporto OOP ha smesso di sembrare appiccicato lì all'ultimo momento. Eccoci pronti quindi ad un uso più ardito di PHP, magari - ma non necessariamente - corredato di librerie Smarty e MySQLi.
I linguaggi OOP puri consentono di programmare interamente ad oggetti, omettendo anche le prime righe di codice procedurale che servono ad instanziare la primissima classe. Questo approccio - tanto caro proprio a Java - mi rende spesso polemico: non è forse empirico eleggere un metodo - necessariamente statico - 'main' come entry point di programma? Non è forse più chiaro da leggere, oltre che più corretto semanticamente, usare quella benedetta manciata di righe di programmazione strutturata (teoricamente ne basterebbe una, ma io preferisco usarne almeno due) per dare il via al proprio codice? E' una guerra di religione - lo so bene - e nenache questo dovrebbe essere l'argomento di questo post.
Se vi siete sciroppati i miei deliri fino ad ora potete proseguire e trovare finalmente del sano codice!
(ancora...)Da oggi: switch off! (peppereppeee!)
Peccato che non funziona niente. Allora: resto contento per tre fondamentali motivi:
Dopo di che proietto su questa Caporetto Digitale la mia personale esperienza di Internet-nauta: penso a Google Street View. Decine, forse centinaia di auto hanno girato gli Stati Uniti prima e il resto del mondo poi. Ogni strada è stata percorsa e fotografata. Il lavoro di centinaia di persone, accuratamente organizzato nei server di Mountain View per essere accessibile da Google Maps. Milioni di dollari di spesa (non so se Google abbia mai reso pubblico il budget riservato a questo progetto). Un lavoro che non sarà mai finito, perché le strade cambiano, se ne aggiungono di nuove, i lavori stradali cambiano volto a piazze e viali.
La televisione ha sempre considerato gli spettatori il punto di arrivo. Li ha corteggiati, certo, li ha blanditi ma non ha mai pensato di dare loro supporto, evidentemente. Visto che la televisione divora centinaia di milioni di euro in pubblicità a scapito di ogni altro canale informativo, possibile che nessuno abbia pensato a creare un supporto attivo per il passaggio al digitale? Un servizio gratuito che consenta ad anziani e famiglie di continuare ad accedere ai propri programmi preferiti.
(ancora...)Marrazzo si autosospende da Governatore della regione Lazio. Una prova di responsabilità riconosciuta anche dal suo stesso partito. Innegabile.
Marrazzo ha ammesso una relazione con due transessuali. Di mezzo anche soldi e droga.
Dietro allo scandalo si configurano reati, dietro l'uomo si configura il dramma famigliare. La mia solidarietà di minuscolo blogger a moglie e figlia. Forse uniche vittime di tutta la vicenda.
Ma come al solito leggo tra le righe e mi chiedo: qual'è esattamente la differenza tra il pagare un trans per avere servizi di carattere sessuale rispetto al pagare escort di classe per ottenere il medesimo prodotto?
Le vicende di Marrazzo e quelle di Berlusconi non si sfiorano, ma hanno tanto in comune. Eppure nessuno osa metterle a confronto (a nessuno conviene farlo?).
Che Villa Certosa fosse una specie di bordello privato ormai si direbbe assodato. Si discute della presenza o meno di droga, si è discusso dell'uso privato di costosi mezzi pubblici (i famosi voli aerei). Anche la disponibilità di denaro è un fatto assodato.
Perché Marrazzo ha rinunciato alla propria carica amministrativa per un fatto relativo alla propria sfera privata mentre chi ha ruolo politico - chi promuove leggi e decreti legge spesso scritti da lui medesimo o dalla ristretta oligarchia del Consiglio dei Ministri di cui è padre padrone, chi insomma dà un orientamento anche morale alla società italiana - è sempre al suo posto?
(ancora...)Marco viveva semplicemente, dei prodotti del suo orto, si accontentava - ed era felice - di quello che aveva. Era un compagno amorevole, un buon padre. Quando aveva bisogno di qualcosa che non era in grado di produrre da solo andava in paese. Portava con se, sul carro, frutta e verdura del suo orto, uova, latte o lana dei suoi animali, alcuni attrezzi fatti con le sue mani o statuine di legno, che intagliava la sera, in inverno, davanti al camino. Le vendeva o le scambiava per tornare a casa con degli attrezzi di metallo o degli abiti per l'inverno.
Marco era vegetariano e in paese lo guardavano sorridendo. Lo giudicavano un po' strano ma innocuo e simpatico.
Tuttavia un giorno Marco, finito il consueto giro di compere in paese con tutta la sua famiglia, trovò il carro rovesciato. Erano stati alcuni giovani, che avevano poi atteso il ritorno del gruppo per apostrofarli ed insultarli chiamandoli mangiapatate e abbracciacarne. Ridevano di Marco e della sua famiglia, provavano gusto nell'umiliarli. Intorno gli abitanti del paese guardavano e passavano oltre. Marco non reagì, ma tornò a casa molto triste.
Nei giorni seguenti Marco tornò in paese da solo. Scoprì amaramente che alcuni negozianti non avevano più intenzione di acquistare i suoi prodotti. Un paio di volte persone che non aveva mai visto gli fecero lo sgambetto mentre si incrociavano per strada.
Nel secondo episodio di questo tipo Marco stava attraversando la strada e cadendo a terra rischiò un grave incidente. Finalmente alcuni abitanti del paese si mossero in sua difesa, e dissero che non era giusto discriminare Marco e la sua famiglia per le loro abitudini alimentari. Bisognava osteggiare i bulli che lo importunavano. Non era giusto giudicare le abitudini alimentari di una persona! Altre persone si fermavano ad ascoltare. Annuivano. Marco guardava la scena e pensava che l'incubo volgesse al termine, che la situazione sarebbe rapidamente tornata alla normalità, che avrebbe potuto tornare in paese con la propria famiglia.
Ad un certo punto però qualcuno si intromise nel discorso. Disse che non era giusto operare sull'onda emotiva dello scampato incidente, disse che non era giusto proteggere Marco in maniera speciale; mentre le altre famiglie, i vecchi, i bambini non godevano di alcun trattamento di favore!
Si intromisero anche i macellai ed gli allevatori. Dissero che quelli come Marco minavano i loro affari, li volevano forse risurre sul lastrico? Il proprietario del fast food del paese aggiunse che proteggere Marco e la sua famiglia minava dal basso la sua legittima attività. Non era giusto, non era giusto, non era giusto.
Quelli che prima annuivano si guardavano tra loro perplessi, alcuni tornarono alle proprie occupazioni e se ne andarono. Una donna che era rimasta fino ad allora ad ascoltare senza muovere un muscolo fece un passo avanti e disse che non avrebbe potuto proteggere Marco senza contravvenire alla sua radicata convinzione che Mangiare Carne era Giusto, quindi anche lei se ne andò.
Marco per la prima volta si sentì davvero una minoranza discriminata. Peggio che quando era stato deriso da quei giovani. Peggio di subire dispetti ed angherie. Quella gente lo aveva relegato ad un fenomeno da baraccone. Si sentivano tanto distanti da lui da poterlo osservare freddamente come dalla lente di un microscopio. Marco era solo. Marco pagava una propria legittima scelta ed ora la sua strada era tutta in salita.
Passarono i mesi e per Marco e la sua famiglia le cose peggioravano. I bambini andavano a scuola e subivano le pressioni degli altri ragazzi. Un giorno tornarono a casa sporchi di vernice rossa.
Marco e la sua famiglia non avevano riconoscimenti, continuavano a subire pressioni. Il commissario del paese era ormai stufo di vedersi il muso lungo di Marco davanti agli occhi. Bhe, Marco era stufo di vederlo allargare le braccia come per dire che cosa ci posso fare, io? Puoi far rispettare la legge, per esempio, pensava Marco. Inutile.
Infine ci fu l'incidente. Marco aveva preso l'abitudine di guardare molto bene in giro, quando attraversava la strada. Quel giorno, tuttavia, scendendo dal carro gli caddero le chiavi a terra. Un carro lanciato a tutta velocità lo investì su un fianco. I testimoni dissero che il carro, guidato da uno dei ragazzi che non mancavano mai di importunare Marco, aveva girato apposta verso di lui. Marco era a terra. In una pozza di sangue.
Che ne sarà di Marco? Come finirà questa storia? Non lo so, ma vorrei che rimanesse tale: una storia. Soltanto una storia. Se però sostituite le abitudini alimentari di Marco con quelle sessuali di migliaia di italiani, centinaia di milioni di persone nel mondo - che non hanno meno diritti di noi eterosessuali - forse finalmente vi accorgerete di quanto miopi ed arroganti siano le posizioni della Politica, della Chiesa e di molti di noi in merito alla libertà di essere se stessi. Quanto sia crudele e degradante negare il sacrosanto riconoscimento di esistere.
Tra il 15 aprile ed il 4 giugno 1989, piazza Tiananmen, la Città Proibita di Pechino, smise di essere meta turistica per diventare un simbolo. Un simbolo di ribellione alla tirannia, un simbolo che - allora - pensavamo si sarebbe impresso nelle nostre menti e nei nostri cuori per sempre.
Non fu così. Oggi la Cina non è patria di democrazia. Oggi la Cina non è per niente differente da quella di vent'anni fa. Ma oggi guardiamo alla Cina come ad un mercato vergine, dalle grandi potenzialità. E se in Cina il regime preferisce cancellare la storia, riscriverla a modo suo, ecco che l'occidente sorride, china il capo ed acconsente. Con colpevole ritardo - di ben sei mesi - c'è ancora qualcuno che non è disposto a chiudere gli occhi in nome del profitto e della convenienza, anche se la mia reazione non vale, come al solito, più dei proverbiali 2 cent.
(ancora...)Sono passato dalla vecchia versione di Pivot al nuovo - e molto Web 2.0 - PivotX da mesi, avevo regolato un po' tutto ma avevo lasciato indietro i box in fondo alla pagina che presentavano una mini gallery e l'elenco di HTTP REFERER giunti qui (inutile che li andiate a cercare, li ho tolti un attimo fa, prima di scrivere questo post!).
(ancora...)Durante l'esamina alla Consulta erano stati sentiti unicamente pareri a favore del Lodo Alfano, ma nonostante questo la Corte Costituzionale ha bocciato la legge come incostituzionale (e forse non poteva fare diversamente, ma in Italia ormai siamo abituati a vedere tutto ed il contrario di tutto). Rabbia del B-Rex, a cui scappa una promessa: "Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in tv. Mi difenderò nelle aule dei tribunali, mostrando agli italiani di che pasta sono fatto". Sarebbe la prima volta che sceglie di difendersi in tribunale, invece di insabbiare tutto pur di uscirne, sporco e puzzolente ma libero.
Se i normali meccanismi della democrazia non fossero arrugginiti, nel nostro Bel Paese, una Caporetto come quella di ieri avrebbe decretato la fine del Governo. Così invece non è ed un'opposizione fantasma e/o disperata pare più spaventata che intenzionata a favorire le dimissioni. Ha ragione Francescini: Ci aspettano giorni difficili: per la Democrazia, per l'Italia e per gli Italiani.
Coloro che trafficano con le classi del PHP 5.x e sfruttano appieno le potenzialità - relativamente recenti - che rendono il linguaggio veramente ad oggetti (anche PHP4 era OOP, ma non fatemi dire...) si saranno forse scontrati con metodi e proprietà statiche. Dico scontrati perché all'apparenza PHP (<5.3.0) si comporta in maniera decisamente strana!
(ancora...)Un sito di scommesse iralndese vara uno speciale imperdibile: scommettere sul prossimo bersaglio delle gaffe di Silvio Berlusconi. Bhe, così scrive Ilsole24ore sul suo sito; ma la traduzione letterale è più impietosa: chi insulterà Berlusconi, la prossima volta?
Visitate il sito di Paddy Power, ricordando che scommettere non è reato, ma è poco furbo giocare contro la statistica.
E' braccato, è insicuro, è nervoso. Il B-Rex della politica sbava, perde sangue, mostra il fianco. Insomma: perde colpi. Nessun animale della foresta osa ancora affrontarlo frontalmente, il B-Rex è forte. Al suo passaggio piega le piante, schiaccia il sottobosco, calpesta piccoli animali senza nemmeno accorgersene. Intorno a lui, tuttavia, si forma una platea nascosta, segreta, famelica. Troppo a lungo il B-Rex ha fatto il suo comodo: ha preso quando voleva prendere, ha unito quando voleva unire ma più spesso ha diviso, anche nel suo stesso branco, al fine di restare solo. Bhe, c'è riuscito: ora è davvero solo. Intorno a se ancora tanti ipocriti, opportunisti, parassiti che a lungo hanno pasteggiato delle sue briciole. Inutili, e lui lo sa, contro questi nuovi nemici. Li può colpire, li ha già colpiti. Li può distruggere, se solo gli venissero a portata... ma ad ogni colpo di artigli, per ogni morso di zanne loro sono sempre lì. Diminuiscono di numero? Difficile dirlo, anzi: forse sono aumentati. E i suoi lacché iniziano a fare passi falsi. Non più adrenalina inonda i loro pensieri, ma paura! E allora errori, a piccoli passi il suo potere viene eroso. La roccaforte abbattuta mattone per mattone. Le iene lo guardano. Questo è il loro giorno. Ma loro non sarebbero iene se non fosse il B-Rex che le ha rese tali. Come iene devono essere spietate: il B-Rex non può essere semplicemente sconfitto: il B-Rex deve cadere. Loro non pasteggeranno con il suo corpo. Forse neppure festeggeranno. Loro riconsegneranno la foresta agli animali, elimineranno la minaccia. Il loro lavoro di spazzini è vitale all'ecosistema. E loro lo sanno.
Così non è per coloro che raccoglieranno l'eredità del B-Rex, coloro che sì, avevano previsto la caduta, coloro che con alte grida l'avevano annunciata alla valle intera, ma che sono rimasti nella propria palude, aspettando che venisse il momento. Abbandonando intanto gli altri animali al proprio destino. Si aspettano che le iene si facciano indietro e lascino loro lo spazio che ritengono gli spetti di diritto. Il comando degli animali senza colpo ferire. Forse hanno ragione. o forse no.
(ancora...)Ho ripreso a smanettare su Facebook dopo la fine delle vacanze, per mantenere i contatti con i nuovi amici incontrati in campeggio. un paio di giorni fa mi è venuta la tentazione di imparare a sviluppare applicazioni per FacciaLibro. Ho seguito il link all'area sviluppatori, scaricato le API per PHP (appena 43kb!) ed ho iniziato a modificare l'applicazione di esempio (footprints). Ho utilizzato, dapprincipio, il servizio DDNS che ho attivato sul mio modem/router attraverso DynDNS, sono riuscito a far funzionare il sistema tutto sommato con poca fatica (creando cioé un virtual host su Apache ed aggiungendo il mio dominio dinamico nel file /etc/hosts).
Poi mi è venuto in mente che usare Altervista per ospitare codice e DB poteva essere divertente, oltre che molto comodo per me e per tutti coloro che avessero intenzione di sviluppare applicazioni senza reali fini di lucro (ebbene sì, Signori di FacciaLibro! Esistono persone che possono sgobbare su ardite applicazione senza l'obbiettivo di guadagnare_con_internet!).
(ancora...)