È Primavera ed io non sono mai stato così preso dal lavoro e dagli impegni. Non mi sono dato alla macchia dopo lo "sforzo" dei precedenti tre messaggi (vi assicuro che in termini di tempo mi hanno preso parecchie ore di lavoro e ricerca - che ho dovuto recuperare con abili manovre...). La preaparazione per Torino Comics 2005 e un paio di altri improcrastinabili impegni lavorativi mi tengono lontano da questo Blog... abbiate fede e fiducia. Ritorneroooooooò.
Nel frattempo, per rendere meno inutile questo Post, vi delizierò con la mia ultima avventura con Il Grande Mondo del Software Proprietario...
Prima di tutto mi scuso se mi sono accorto solo ora, a parecchie ore dal POST precedente, che vi è un grosso errore nella teoria avanzata da mario: il terminal dell'aeroporto di Baghdad è circondato dalle piste di atterraggio e la strada principale (quella su cui ho fatto i primi rilievi) raggiunge il terminal in mezzo alle due piste principali.
Da questa immagine è possibile distinguere chiaramente la struttura dell'aeroporto. Le grosse zone grigio chiaro sono le piste riservate agli aerei ed ai mezzi di servizio: si distinguono dalle strade carrabili per il colore più chiaro (probabilmente sono in cemento e non in asfalto!). La strada segnalata da mario è all'interno del cerchio giallo che ho tracciato: non si tratta di una via secondaria di accesso all'aeroporto, bensì di un percorso che consente alle auto di servizio di passare da una zona all'altra delle piste!
Questa nuova immagine rappresenta la teoria di mario, che ha lasciato un commento al mio precedente messaggio. La strada secondaria che porta all'aeroporto fa due curve, superati i cavalcavia, nessuna delle due è a 90°, come descritto da Giualiana, ma ritengo la cosa abbastanza ininfluente. Le distanze non corrispondono più (ho allungato la linea in maniera da evidenziare i cavalcavia che cita mario, ma anche così ci limitiamo a poco più di 600m); questa strada, tuttavia, sembra un ingresso di servizio e ad un certo punto (dove la linea finisce) entra direttamente all'interno delle piste riservate agli aerei ed ai veicoli di servizio, quindi il confronto tra le distanze, da satellite e riferite dai testimoni, risulta probabilmente meno attendibile.
Il direttore de Il Manifesto, dopo il rientro di Giuliana Sgrena, ha affermato che dall'Iraq, dopo la partenza di ormai tutti i giornalisti occidentali, non arrivano più immagini. Le uniche notizie sono costituite dai comunicati stampa dei comandi militari e i pochissimi giornalisti ancora sul posto fanno il loro lavoro dagli alberghi ed evitano di esporsi al pericolo rapimenti girando in strada. Solo Al Jazeera riesce a fare ancora informazione visto che i propri giornalisti non hanno un posto in cui tornare.
In questa "morte del villaggio globale", pur con tutti i loro limiti, le immagini via satellite possono aiutarci a ricostruire eventi drammatici come quelli avvenuti sulla strada per l'aeroporto di Baghdad. Esiste un programma, commercializzato da Google, che si chiama Keyhole, esso permette di accedere allo sterminato database di immagini ad alta risoluzione provenienti dai satelliti civili che monitorizzano e controllano la superficie terrestre; potete cercare facilmente casa vostra, la Statua della Libertà, oppure la stada che porta all'aeroporto internazionale di Baghdad. Io ho scaricato una verione di valutazione, e quanto segue è il risultato.
La notizia - diffusa poco fa - è allucinante: l'auto che stava trasportando Giuliana Sgrena all'aeroporto per riportarla in Italia, l'ultimo viaggio in territorio iraqueno dopo la terribile esperienza del sequestro è stata oggetto di una pioggia di 400 proiettili, Giuliana è stata soltanto ferita grazie all'intervento di Nicola Calipari dei servizi segreti italiani che l'ha protetta con il suo corpo perdendo la vita. Nicola, oltre ad aver liberato Giuliana, è stato anche uno dei principali autori della liberazione delle due Simone.
Parliamo dei proiettili: parlavano americano. Non perchè, fatto già abbastanza grave, siano state vendute ai terroristi iraqueni da aziende a stelle e strisce: sono proprio partite da fucili statunitensi imbracciati da soldati statunitensi ad un check point statunitense. Il solito "tragico errore", un'altra morte da "fuoco amico".
Ci sono cose apparentemente scollegate che caratterizzano questa o quella professione. Penso, per esempio, alla passione per fumetti e cartoni animati che caratterizza noi informatici: badate bene, non sto dicendo che tutti gli informatici leggano Ratman o venerino Ghost in the Shell, tuttavia vi è una percentuale inspiegabilmente alta di informatici che lo fa... In percentuale minore ma ugualmente rilevante quasi tutti gli informatici ascoltano con piacere Elio e le Storie Tese, i miei attuali colleghi d'ufficio, tuttavia, no...
(ancora...)