La guerra è sempre lontana, da noi. Confinata ad un tubo catodico, od un suo surrogato, che abbiamo imparato ad ignorare, un meccanismo di autodifesa indispensabile alla propria salute fisica e mentale. L'effetto di ciò che veramente rappresentano le cifre snocciolate freddamente da un cronista ogni sera ci investe invece con tutta la violanza del caso quando vediamo foto come questa.
Nella foto di Ghaith Abdul-Ahad (Getty Images/Laura Ronchi) un bambino libanese piange accanto alla madre, gravemente ferita, dopo che un aereo israeliano ha colpito il furgone in cui stava fuggendo insieme al resto della famiglia. L'ordine di sgombero era stato dato dall'esercito israeliano. A questo
link le foto di una famiglia meno "fortunata"; non per cuori sensibili.
Ogni altro commento mi pare inutile. La fotografia e il commento qui sopra sono tratti dal
Blog di Luca Enoch i cui post non mancano di aprirci gli occhi.