Ci sono cose che non vorremmo mai rivivere: penso a Chernobyl, penso a piazza Tian'anmen, penso all'11 settembre, penso a Genova. Invece - a volte - la storia si ripete e ti riscopri a provare esattamente la medesima amarezza, il medesimo orrore per il tuo stesso Paese - e soprattutto per il suo pessimo governo - ecco lo scenario di Roma 2008: studenti che manifestano civilmente, agitatori destroidi, polizia che interviene con giusto quei cinque minuti di ritardo sufficienti a trasformare la protesta civile in scontri senza quartiere. Nulla di nuovo sotto il sole: identico schema di una ormai lontana ma mai dimenticata Genova 2001.
E solo un paio di giorni prima Cossiga aveva rilasciato un'intervista illustrando proprio tale modus operandi: "via la polizia, fate arrivare qualche agitatore e, con il favore dell'opinione pubblica fate quindi intervenire la polizia, a manganellare studenti e docenti. Se io fossi Maroni farei così".
Bhe, lo schema forse è solo lievemente cambiato: la polizia picchia sì i facinorosi, tuttavia questo basta per cambiare i titoli dei giornali, per trasformare una manifestazione civile e democratica in distruzione e violenza. Obbiettivo raggiunto.