La terra è rossa, il vento soffia sollevando nuvole di polvere e facendo rotolare un paio di cespugli rinsecchiti. Lo straniero è solo, al centro della via principale del paese. L'unica via del paese. Lo sceriffo gli dà le spalle ma negli anni ha sviluppato ''quel lieve prurito dietro al collo'' che molti chiamerebbero sesto senso. Si gira in tempo per vedere lo straniero estrarre la colt dall'enorme cinturone che porta in vita. La deflagrazione pare interrompere addirittura il soffio del vento, il corpo dello sceriffo salta per aria ed atterra sulla schiena. Il suo cappello vola ai piedi dello straniero che lo calpesta con un ghigno diabolico in volto. Supera il cadavere e prosegue verso la stalla, nessuno osa affrontarlo, nessuno osa nemmeno mettere il naso lungo la via.
La terra ha preso il colore del sangue quando lo straniero prende lentamente la via in groppa al suo pezzato. Quand'ecco che una seconda deflagrazione lo colpisce alla schiena. Il suo cavallo fa pochi passi prima che il corpo dello straniero rovini pesantemente a terra, il ghigno pietrificato in una smorfia di dolore e sorpresa.
Alle sue spalle lo sceriffo punta ancora il suo fidato revolver con la destra, mentre la sinistra, sotto al gilet, tira fuori un volume nero con un foro di proiettile ancora fumante. In copertina, a lettere dorate, la scritta Sacra Bibbia.
Abbiamo visto scene di questo tipo milioni di volte. Fanno parte di stereotipi che ormai fanno sognare solo i ragazzini, mentre si limitano a far sorridere, se non hanno ormai stufato, la nostra generazione. Giudichiamo anzi incongruo che ci si riferisca a colt e revolver come a due pistole differenti, che una bibbia possa fermare un proiettile di calibro superiore ai 9mm, che su quella stessa bibbia vi fosse il titolo in italiano invece che un più credibile Holy Bible e che i cadaveri non sanguinino mai.
Ma così non la pensa l'ATAC di Roma che ha censurato questo manifesto. Ovviamente ogni ente è libero di accettare o meno una campagna pubblicitaria, tuttavia sulle motivazioni mi permetto di restare piuttosto perplesso. Non che si tratti di una vera e propria campagna contro la camorra, ma di mezzo c'è una televisione che si occupa d'informazione - fondata da Al Gore e diffusa da Sky - che pare aver adottato, così l'ATAC si giustifica, delle immagini troppo shoccanti... mha.
Dopo aver passato gli anni '90 e buona parte di questo primo decennio del XXI secolo a spezzettarsi, cambiar nome e simboli, mutare e snaturarsi, la sinistra italiana ha realizzato quello che molti sognavano già dieci anni prima: il Partito Democratico in Italia.
Ma purtroppo quel sogno nascondeva tali e tante insidie che solo un Leader forte avrebbe potuto mitigare ed assorbire. Il PD avrebbe dovuto essere un partito progressista, oggi penso proprio che nessuno si azzarderebbe a definirlo tale. Alla luce dei fatti troppi schieramenti troppo diversi hanno cercato di convivere e coabitare un involucro dove ciascuno voleva imporre le proprie pastoie, dove il bigottismo della Binetti convive con riformisti illuminati quali Renato Soru e Anna Finocchiaro e con serpi quali Riccardo Villari.
Ma Walter Veltroni ha ragione (per una volta) quando afferma che il Paese ha bisogno del PD. Il PD non deve essere un esperimento, deve essere un partito. Un partito che merita la guida illuminata di un Leader che sappia dare risposte scomode, quando necessarie, senza essere condizionato dalle inevitabili critiche che lo investiranno prima di tutto dal proprio stesso schieramento.
Infine serve pulizia. È profondamente sbagliato che ogni esponente possa agire dentro e fuori la legge senza che il proprio partito lo rimetta in riga. Possibile che per mesi il PD si potesse associare, nei media, soltanto a casi deprecabili? Dal già citato Villari alla Vigilanza Rai, all'amministrazione malata di Rosa Russo Iervolino e di Antonio Bassolino a Napoli; dall'emblematico ritiro delle dimissioni di Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara, passando per il mai dimenticato (nel male) Ottaviano del Turco sempre in Abbruzzo?
Quali sfide potrebbe vincere il Partito Democratico con queste premesse?
Il PD non è e non sarà mai una replica del PdL, dove tutti pensano con una manciata di cervelli; ma la Differenza è forza, è valore aggiunto. Il Confronto è Democrazia. Ma serve anche pulizia, onestà, unità ed identità.
Il nuovo Leader del PD non ha un nome e non ha un volto, speriamo tuttavia - chiunque sarà - che meriti la L maiuscola!