Tra gli articoli di costume su Internet (perchè tali sono gli articoli che parlano della Rete sui media tradizionali, eccezion fatta per l'elenco di brutture volte a dipingere Internet come un vaso di Pandora), nessuno ha ovviamente mai parlato del film documentario evento degli ultimi mesi. Prodotto a budget zero elenca, in maniera appassionante, molte delle storture diventate Assiomi scontati per l'intera umanità o quasi.
Ma all'interno di Zeitgeist si possono trovare rivelazioni notevoli anche per caso, anche al di là delle intenzioni degli stesis autori! Come la foto di questo articolo risalente alla Seconda Guerra Mondiale, un cognome che, per me che sono di Torino, è particolarmente noto ed odiato. Thyssen. È in una delle aziende di questa famiglia di industriali, infatti, che a Torino persero la vita sette operai a causa della scarsissima manutenzione e sicurezza dello stabilimento destinato ad essere smantellato.
Chi era nonno Thyssen? Non solo un filo nazista (si sa che il consenso nei confronti di Hitler era alto, in quel periodo storico, quindi sai che notizia!) ma - come si legge nell'articolo - addirittura il patrono che finanziò almeno una parte della salita al potere del Fuhrer!
Il processo ai nipotini è in corso, certo il nonnino ha ormai raggiunto l'oblio, ma la memoria storica serve sempre a comprendere meglio il presente!
Questo il titolo di una delle più interessanti canzoni presentate allo scorso Festival di San Jimmy. Bhe, dietro il successo del servizio (Facebook, non il Festival di San Jimmy e nemmeno...), ormai appare sempre più chiaro, vi è proprio la suddetta volontà visto che a quanto pare del comportamento quantomeno ambiguo dello staff - tecnico e non - dell'enorme social network non frega niente a nessuno. Quanto segue è un editoriale de L'Avvenire inizialmente pubblicato da Rassegna Stanca, su Facebook, ovviamente, e che dopo essere stato oscurato ha portato alla rimozione dell'account stesso:
«Una polemica che non ha ragion d'essere» . Etienne Pagot, coordinatore diocesano della sanità dell'arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l'Aids, è sorpreso del polverone sollevato dalla dichiarazioni di Benedetto XVI sull'uso del preservativo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. « Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto - continua Pagot -. E se non fossero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabilmente sarebbero rimaste sullo sfondo. D'altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fedeltà sono mezzi più sicuri per prevenire e combattere la diffusione dell'Aids. Questione di realismo e di buon senso » . Il vero problema, sostiene, è proprio il « gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri temi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione dell'Aids che ha ben altre ripercussioni: sanitarie, sociali, psicologiche, culturali, spirituali
» .Il sospetto, secondo Pagot, è che « chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cruciali, dà un'importanza eccessiva a un aspetto specifico e non centrale, sviando l'attenzione dalle vere questioni » . « La mia impressione - gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales ( Macacos ) di Douala - è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfide più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giustizia, riconciliazione, ma anche la sofferenza materiale e spirituale degli africani, il tema forte della famiglia, quello della povertà e dell'oppressione. I discorsi del Santo Padre hanno suscitato grande impressione. E continuano a far discutere la gente » . Jumban, che è perfettamente bilingue e guarda con attenzione i media internazionali, nota una dissonanza tra la copertura locale e quella straniera.
«Qui si continua a sottolineare la portata storica di questo viaggio del Pontefice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali hanno insistito quasi unicamente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata». Chi non si è fatto sfuggire l'occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Papa è stato invece l'irriverente Messager Popoli, inserto satirico che esce settimanalmente con il giornale Le Messager, principale quotidiano indipendente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa toni ben più pacati: «Dal mio punto di vista - dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Camerun - il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termini e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l'astinenza sono i mezzi migliori per combattere l'Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una certa prudenza ed evitare i rischi di fraintendimento: non si deve infatti lasciare la porta aperta alla negligenza, che qui da noi significa morte» .
Quanto al giornale di governo, il Cameroon Tribune, elenca tra le dichiarazioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei mariti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: « Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il coraggio e lasciatevi toccare da Cristo » . « Verginità e celibato non diminuiscono in nulla la dignità del matrimonio » , riporta il giornale, commentando: «Questo almeno ha il grande vantaggio di essere chiaro».
Anna Pozzi
Ne ho già parlato nel precedente post ma l'argomento non solo non si è esaurito ma anzi occupa le prime pagine dei giornali: dopo Francia e Germania l'intera Unione Europea ha espresso preoccupazione rispetto alla posizione del Papa contro l'uso dei preservativi al fine di prevenire l'AIDS. La Spagna di Zapatero ha chiesto addirittura di ritrattare quelle affermazione con un Mea Culpa.
Lo scivolone papale ha causato ben più di semplice imbarazzo in Vaticano dove padre Federico Lombardi, direttore dell'ufficio stampa, ribadisce la posizione della Chiesa, contraria all'uso di anticoncezionali. Sottolinea l'impegno della Chiesa nella cura dei malati ed all'educazione (morale) dei popoli ma commette due palesi strafalcioni:

Fonte: Il Sole 24 Ore; analisi: personale.
E per una volta si può guardare con speranza alle prime pagine dei giornali.
All'indomani dell'affermazione del Papa sui preservativi che non servono a risolvere il problema dell'AIDS arriva la bacchettata del ministro degli esteri francese, preoccupato sulle conseguenze di una simile affermazione per la lotta all'HIV. Ricordiamo che il Papa era in visita in Africa, dove l'AIDS è considerato una vera e propria piaga. Il danno è fatto, quanto meno la Francia ci dimostra che il Papa non è intoccabile come viene considerato qui in Italia.
Una lettera firmata da 100 parlamentari del PdL chiede la revisione di alcuni articoli del DDL sulla sicurezza ci sono norme inaccettabili, affermano. È la prima volta che gli eletti PdL paiono smarcarsi dal pensiero comune del nano asfaltato (e del governo in generale).
Proprio il nano asfaltato ieri a teatro pare aver affermato che il compito di premier gli fa schifo, non riposa e va avanti solo per senso di responsabilità (!!). Non gioisco delle sue magagne, ovviamente, ma spero che si avvicini il momento in cui si metta da parte, visto che - amara verità - nessuno sembra in grado di fare altrettanto se non egli stesso.
Oltreoceano iniziamo con una notizia che non è ancora facile da collocare positivamente o meno: IBM e Sun verso la fusione. Sicuramente esistono motivazioni legate alla crisi, ma la fusione di due calibri da novanta come questi, tra i massimi investitori nel campo del Free Software, potrebbe portare a grandi novità anche se purtroppo ritengo difficile che riduca i licenziamenti legati alla crisi mondiale.
Intanto, Michelle Obama trasforma il giardino della Casa Bianca in un piccolo orto, dando lei per prima il buon esempio su cosa significa, per l'economia, l'ecologia e la salute, mangiare Local! Mica una cosa da ridere! Chi consuma Local appare agli occhi degli altri quasi più alieno di un vegetariano nel Montana!
Barak Obama invece si dimostra un buon Presidente in patria e fuori: il Presidente siriano Assad, infatti, afferma di fidarsi di lui e di voler fare da tramite con l'Iran. Mica male come risultato per il rappresentante della nazione che fino a pochi mesi fa rappresentava il diavolo per le regioni islamiche della Terra!
Tutta la Rete è in subbuglio per il progetto di legge 2195 promosso dall'on. Gabriella Carlucci e redatto da Davide Rossi, presidente di Univideo.
La stessa Gabriella Carlucci ammette (in un documento della sua rassegna stampa, nel suo sito interno a quello della Camera dei deputati) che all'origine della sua collaborazione con Davide Rossi c'è questo intervento datato 15 Gennaio 2009:
Ascoltare tale intervento può far letteralmente drizzare i capelli in testa a coloro che con la Rete ci vivono e lavorano; farebbe sorridere se non si pensasse alla posizione che occupa quest'uomo. Appare evidente, per intanto, che Rossi non sa affatto di cosa parla, oppure lo fa per provocare, appunto, ma Gabriella Carlucci lo prende molto sul serio e anzi lo contatta per mettere nero su bianco! Nel video Davide Rossi si pone subito in maniera sgradevole con i suoi pari, quando corregge l'erronea pronuncia del Greco antico, probabilmente derivante da chi legge troppo la wikipedia salvo sbagliare i congiuntivi pochi istanti dopo (di suo pugno scriverà poi di aver voluto mettere a tacere un professore che ci faceva una stucchevole lezioncina). Critica Facebook, attacca chi lucra attraverso la pubblicità scaricando la responsabilità sugli utenti (anonimi) che ospita e via di seguito.
Nonostante questo ben impressione l'on. Carlucci che gli affida la stesura della proposta di legge che viene quindi pubblicata sul sito ufficiale di quest'ultima così come gli è stata spedita - in formato doc - permettendo a tutti, semplicemente visionando le proprietà del documento, di scoprire chi ne fosse il vero autore. Che c'entra il presidente di Univideo che, come lui stesso ci tiene a presentarsi nel video sopra, tutela gli interessi di piccole e grandi case di produzione cinematografiche italiane e non con un DDL contro la pedofilia? E infatti non vi è traccia alcuna di contromisure in merito. Si punta invece esplicitamente a garantire il Diritto d'Autore e a punire la diffamazione. Il tutto attraverso l'abolizione dell'anonimato in Rete - come se questa fosse la panacea di ogni male - pretendendo di applicare tale legge anche agli operatori fuori dal territorio italiano e rendendo responsabili di eventuali reati gli stessi provider che agevolassero la pubblicazione di materiali in forma anonima. Ignorando (a bella posta?) che una legge del genere metterebbe in ginocchio un intero settore produttivo e forse ne causerebbe addirittura la scomparsa.
La Crisi mondiale strangola il Pianeta. Il governo italiano è determinato ad ignorarla ma le cifre parlano chiaro: tocca anche a noi. I fondi per la cassa integrazione sono agli sgoccioli e dopo? Nessuno sa cosa ci aspetta. In questo scenario io cambio città: mi trasferisco a 670 km di distanza e trovo lavoro dopo quattro mesi di ricerche (che uniti alle difficoltà logistiche legate alla distanza vi assicuro che sono proprio pochi). Lo trovo nel mio campo, quello informatico, lavoro su Internet come faccio ormai da quasi 10 anni. Non credo di essere particolarmente in gamba per trovarmi la strada spianata. Non sono amico di nessun politico, di nessun Vescovo: nulla di tutto ciò, solo esperienza e fortuna, bisogna ammetterlo. Il merito è, infatti, è del settore in cui mi sono specializzato: forse l'unico rimasto a trainare nonostante la crisi. Un settore che è stato capace di rinascere, più forte di prima, dopo la bolla speculativa della new economy.
Ora tuttavia potremmo anche noi sprofondare in un Abisso in cui la cieca ignoranza dei nostri stessi politici sembra spingerci: con il falso scudo di combattere la pedofilia, con la reale intenzione di difendere i diritti dei pochi ma ricchi la Rete è sotto attacco di due distinti DDL (e meno male che sono lontani dagli occhi di Berlusconi, sennò un Decreto Legge anche per loro finiva per trovarlo). Portati avanti da Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci che di Rete capiscono ben poco (ma probabilmente comprendono come Internet abbia i presupposti per rodere nel tempo il loro settore: la televisione) e che neppure si rendono conto del danno inimmaginabile che stanno per compiere: chi avrà bisogno di una Rete controllata, di pastoie al suo utilizzo, di censura esercitata sito per sito? L'Italia nell'anno passato è andata in totale controtendenza registrando un calo della presenza di Internet nelle case degli italiani. Con una Rete stuprata e sfigurata chi continuerà ad investire nel settore? Chi mai avrebbe bisogno di una Rete controllata peggio che in Cina?
Vinse le elezioni montando un caso sulla sicurezza in città, denunciò sprechi, buchi di bilancio della precedente gestione. Eletto sindaco tagliò selvaggiamente la cultura (tra l'altro abolì le notti bianche) con la scusa che non c'erano più soldi a causa del malgoverno che lo aveva preceduto. Ha tappezzato Roma con manifesti di pura propaganda dimostrando come grazie a lui ora ci siano migliaia di nuovi parcheggi, maggiore sicurezza e siano stati tagliati gli sprechi. Tutto falso.
La città di Roma è strangolata dal traffico, le opere pubbliche sono ferme per mancanza di soldi e la sicurezza... è sulle prime pagine di tutti i giornali. In compenso sono 182 gli uomini d'oro che costeranno al comune di Roma - e di riflesso all'Italia intera - 18 milioni e mezzo di euro!
Gianni Alemanno non ha fatto nulla per Roma ma tanto - proprio tanto - per i suoi amici. I romani hanno invece una città abbruttita, meno sicura, più congestionata e meno felice.
È da parecchio che non scrivo di temi tecnici, la realtà è che - a mio parere - il settore stagna più di quanto si sia disposti ad ammettere. Ho già affermato in passato che il Kernel Linux - fermo alla 2.6.x da anni - non fa bene a nessuno (e se si riscoprisse invece HURD?), tuttavia Ubuntu ha alfine portato GNU/Linux a portata dei ragazzini di tredici anni. Il Web 2.0 ha rivoluzionato il modo di concepire la Rete, in realtà usando tecnologie che già esistevano. OpenDocument è diventato uno standard ISO, eppure l'inutile MS Office (un computer senza è come un pacchetto senza il regalo dentro, lo pubblicizzano, mha...). Insomma: la sensazione - a dispetto delle apparenze - è quella di uno stallo completo. Non c'è reale spinta ad innovare perchè non c'è più nulla da conquistare. Anche la potenza delle CPU: se ci si sposta verso il cloud computing (e non entro nel merito dei problemi di privacy che questo comporta) chi ha più bisogno di tanta potenza a parte i gamer che la riversano essenzialmente sulla GPU della scheda grafica?
Eppure ancora una volta a rivoluzionare il settore ci pensa la Rete stessa! Ho incubato il punto di vista che segue da diversi anni, è arrivato il momento di metterlo nero su bianco!
Mi sono sempre chiesto se il vero nemico fosse il tossico derelitto o il bastardo spacciatore. Mi sono sempre risposto che ad essere affondato doveva certamente essere lo spacciatore. Non tanto, ovviamente, gli sfigati che vendono per strada, che rischiano molto e guadagnano poco - non che questo li renda meritevoli di compassione - ma che ci si debba concentrare sui Signori della Droga, quelli che intascano miliardi sulla pelle altrui e contribuiscono a far crollare sempre più in basso una società umana già claudicante di suo.
Intendiamoci: non solo non ho mai fatto uso di droghe leggere o pesanti ma non fumo e bevo fin troppo moderatamente (al di sotto del bicchiere al giorno che fa sangue), ma non posso ignorare che se non ci fosse una domanda non ci sarebbe alcuna offerta.
Forse è cinico ma è la verità e sarebbe ben più cinico far finta che non sia così.
"Non vendete in Borsa". Berlusconi ha consigliato a chi non ha esigenze di fare cassa "di tenere le azioni nel cassetto, aspettando che passi questa crisi".
da 24 minuti del Sole 24 ore del 6 Marzo 2009.
Mi chiedo: può un imprenditore che si è fatto da solo (anche se non si capisce bene con i soldi di chi) dare un suggerimento di questo tipo quando le borse perdono quote intorno al 5% su base giornaliera? Un imprenditore che ha atteso finora a vendere potrebbe unicamente mangiarsi le mani e chiedersi quali sostanze gli abbiano obnubilato la mente fino ad oggi!
Osservate questo grafico tratto da Wikipedia e considerate che per ripristinare l'indice Dow Jones ai livelli del 1929 - anno di inizio della Grande Depressione - ci sono voluti più di 20 anni ed una Guerra Mondiale. Secondo il nano asfaltato la situazione mondiale è molto differente da quella di allora (come nel 1929 a rimetterci sono soprattutto le classi medio basse - con centinaia di migliaia di posti di lavoro in meno - ma nessun riccone si è ancora gettato di sotto a Wall Street), tuttavia voi aspettereste serenamente guardando i vostri risparmi che si consumato di un ventesimo ogni giorno che passa?
Cani fascisti per Bergamo. Il sacerdote in centro è don Giulio Tam, lefebvriano. Alla guida di un branco di cani rabbiosi armati di bastone. Ma, come accade di solito alle manifestazioni di destra, tutte le foto sono scattate ad altezza uomo, in modo che l'occhio possa essere ingannato e si possa pensare che i manifestanti siano più numerosi di quello che sono.
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Ho un rigurgito antifascista,
se vedo un punto nero ci sparo a vista
99 Posse
Beppe Grillo fa notare come questa intervista a Gioacchino Genchi sia stata ignorata completamente dai media omertosi. Se l'unico mezzo di diffusione deve essere la Rete: coì sia...
Voglio solo guardare le mani della mia amatissima fidanzata. Voglio continuare a provare l'impulso di stringerle alle mie senza evocare immagini di violenza, morte e vessazione ai danni delle sfortunate popolazioni africane di Sierra Leone, Angola, Sud Africa, Congo e Botswana. La storia recente di tre di questi cinque stati è caratterizzata dalla guerra civile. Per tutti un unico denominatore comune, un unico motore di guerra e di violenza che fa valere la vita di una persona meno di una scheggia di carbonio: i diamanti.
Amo la mia fidanzata più di ogni altra cosa al mondo. Ed è per questo che non posso inquinare la sua mano con un tale abominevole simbolo di sfruttamento e morte.