Marrazzo si autosospende da Governatore della regione Lazio. Una prova di responsabilità riconosciuta anche dal suo stesso partito. Innegabile.
Marrazzo ha ammesso una relazione con due transessuali. Di mezzo anche soldi e droga.
Dietro allo scandalo si configurano reati, dietro l'uomo si configura il dramma famigliare. La mia solidarietà di minuscolo blogger a moglie e figlia. Forse uniche vittime di tutta la vicenda.
Ma come al solito leggo tra le righe e mi chiedo: qual'è esattamente la differenza tra il pagare un trans per avere servizi di carattere sessuale rispetto al pagare escort di classe per ottenere il medesimo prodotto?
Le vicende di Marrazzo e quelle di Berlusconi non si sfiorano, ma hanno tanto in comune. Eppure nessuno osa metterle a confronto (a nessuno conviene farlo?).
Che Villa Certosa fosse una specie di bordello privato ormai si direbbe assodato. Si discute della presenza o meno di droga, si è discusso dell'uso privato di costosi mezzi pubblici (i famosi voli aerei). Anche la disponibilità di denaro è un fatto assodato.
Perché Marrazzo ha rinunciato alla propria carica amministrativa per un fatto relativo alla propria sfera privata mentre chi ha ruolo politico - chi promuove leggi e decreti legge spesso scritti da lui medesimo o dalla ristretta oligarchia del Consiglio dei Ministri di cui è padre padrone, chi insomma dà un orientamento anche morale alla società italiana - è sempre al suo posto?
(ancora...)Marco viveva semplicemente, dei prodotti del suo orto, si accontentava - ed era felice - di quello che aveva. Era un compagno amorevole, un buon padre. Quando aveva bisogno di qualcosa che non era in grado di produrre da solo andava in paese. Portava con se, sul carro, frutta e verdura del suo orto, uova, latte o lana dei suoi animali, alcuni attrezzi fatti con le sue mani o statuine di legno, che intagliava la sera, in inverno, davanti al camino. Le vendeva o le scambiava per tornare a casa con degli attrezzi di metallo o degli abiti per l'inverno.
Marco era vegetariano e in paese lo guardavano sorridendo. Lo giudicavano un po' strano ma innocuo e simpatico.
Tuttavia un giorno, in paese, Marco trovò il carro rovesciato. Erano stati alcuni giovani, che avevano poi atteso il ritorno di Marco per apostrofarlo ed insultarlo chiamandolo mangiapatate e abbracciacarne. Ridevano di Marco e della sua famiglia. Intorno gli abitanti del paese guardavano e passavano oltre. Marco non reagì, ma tornò a casa molto triste.
Nei giorni seguenti Marco tornò in paese da solo. Scoprì amaramente che alcuni negozianti non avevano più intenzione di acquistare i suoi prodotti. Un paio di volte persone che non aveva mai visto gli fecero lo sgambetto mentre si incrociavano per strada.
Nel secondo caso Marco stava attraversando la strada e cadendo a terra rischiò un grave incidente. Finalmente alcuni abitanti del paese si mossero in sua difesa, e dissero che non era giusto discriminare Marco e la sua famiglia per le loro abitudini alimentari. Bisognava osteggiare i bulli che lo importunavano. Non era giusto giudicare le abitudini alimentari di una persona! Altre persone si fermavano ad ascoltare. Annuivano. Marco guardava la scena e pensava che l'incubo volgesse al termine, che la situazione sarebbe rapidamente tornata alla normalità, che avrebbe potuto tornare in paese con la propria famiglia.
Ad un certo punto però qualcuno si intromise nel discorso. Disse che non era giusto operare sull'onda emotiva dello scampato incidente, disse che non era giusto proteggere Marco in maniera speciale; mentre le altre famiglie, i vecchi, i bambini non godevano di alcun trattamento di favore!
Si intromisero anche i macellai ed gli allevatori. Dissero che quelli come Marco minavano i loro affari, li volevano forse risurre sul lastrico? Il proprietario del fast food del paese aggiunse che proteggere Marco e la sua famiglia minava dal basso la sua legittima attività. Non era giusto, non era giusto, non era giusto.
Quelli che prima annuivano si guardavano tra loro perplessi, alcuni tornarono alle proprie occupazioni e se ne andarono. Una donna che era rimasta fino ad allora ad ascoltare senza muovere un muscolo fece un passo avanti e disse che non avrebbe potuto proteggere Marco senza contravvenire alla sua radicata convinzione che Mangiare Carne era Giusto, quindi anche lei se ne andò.
Marco per la prima volta si sentì davvero una minoranza discriminata. Peggio che quando era stato deriso da quei giovani. Peggio di subire dispetti ed angherie. Quella gente lo aveva relegato ad un fenomeno da baraccone. Si sentivano tanto distanti da lui da poterlo osservare freddamente come dalla lente di un microscopio. Marco era solo. Marco pagava una propria legittima scelta ed ora la sua strada era tutta in salita.
Passarono i mesi e per Marco e la sua famiglia le cose peggioravano. I bambini andavano a scuola e subivano le pressioni degli altri ragazzi. Un giorno tornarono a casa sporchi di vernice rossa.
Marco e la sua famiglia non avevano riconoscimenti, continuavano a subire pressioni. Il commissario del paese era ormai stufo di vedersi il muso lungo di Marco davanti agli occhi. Bhe, Marco era stufo di vederlo allargare le braccia come per dire che cosa ci posso fare, io? Puoi far rispettare la legge, per esempio, pensava Marco. Inutile.
Infine ci fu l'incidente. Marco aveva preso l'abitudine di guardare molto bene in giro, quando attraversava la strada. Quel giorno, tuttavia, scendendo dal carro gli caddero le chiavi a terra. Un carro lanciato a tutta velocità lo investì su un fianco. I testimoni dissero che il carro, guidato da uno dei ragazzi che non mancavano mai di importunare Marco, aveva girato apposta verso di lui. Marco era a terra. In una pozza di sangue.
Che ne sarà di Marco? Come finirà questa storia? Non lo so, ma vorrei che rimanesse tale: una storia. Soltanto una storia. Se però sostituite le abitudini alimentari di Marco con quelle sessuali di migliaia di italiani, centinaia di milioni di persone nel mondo - che non hanno meno diritti di noi eterosessuali - forse finalmente vi accorgerete di quanto miopi ed arroganti siano le posizioni della Politica, della Chiesa e di molti di noi in merito alla libertà di essere se stessi. Quanto sia crudele e degradante negare il sacrosanto riconoscimento di esistere.
Tra il 15 aprile ed il 4 giugno 1989, piazza Tiananmen, la Città Proibita di Pechino, smise di essere meta turistica per diventare un simbolo. Un simbolo di ribellione alla tirannia, un simbolo che - allora - pensavamo si sarebbe impresso nelle nostre menti e nei nostri cuori per sempre.
Non fu così. Oggi la Cina non è patria di democrazia. Oggi la Cina non è per niente differente da quella di vent'anni fa. Ma oggi guardiamo alla Cina come ad un mercato vergine, dalle grandi potenzialità. E se in Cina il regime preferisce cancellare la storia, riscriverla a modo suo, ecco che l'occidente sorride, china il capo ed acconsente. con colpevole ritardo - di ben sei mesi - c'è ancora qualcuno che non è disposto a chiudere gli occhi in nome del profitto e della convenienza.
(ancora...)Sono passato dalla vecchia versione di Pivot al nuovo - e molto Web 2.0 - PivotX da mesi, avevo regolato un po' tutto ma avevo lasciato indietro i box in fondo alla pagina che presentavano una mini gallery e l'elenco di HTTP REFERER giunti qui (inutile che li andiate a cercare, li ho tolti un attimo fa, prima di scrivere questo post!).
(ancora...)Durante l'esamina alla Consulta erano stati sentiti unicamente pareri a favore del Lodo Alfano, ma nonostante questo la Corte Costituzionale ha bocciato la legge come incostituzionale (e forse non poteva fare diversamente, ma in Italia ormai siamo abituati a vedere tutto ed il contrario di tutto). Rabbia del B-Rex, a cui scappa una promessa: "Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in tv. Mi difenderò nelle aule dei tribunali, mostrando agli italiani di che pasta sono fatto". Sarebbe la prima volta che sceglie di difendersi in tribunale, invece di insabbiare tutto pur di uscirne, sporco e puzzolente ma libero.
Se i normali meccanismi della democrazia non fossero arrugginiti, nel nostro Bel Paese, una Caporetto come quella di ieri avrebbe decretato la fine del Governo. Così invece non è ed un'opposizione fantasma e/o disperata pare più spaventata che intenzionata a favorire le dimissioni. Ha ragione Francescini: Ci aspettano giorni difficili: per la Democrazia, per l'Italia e per gli Italiani.
Coloro che trafficano con le classi del PHP 5.x e sfruttano appieno le potenzialità - relativamente recenti - che rendono il linguaggio veramente ad oggetti (anche PHP4 era OOP, ma non fatemi dire...) si saranno forse scontrati con metodi e proprietà statiche. Dico scontrati perché all'apparenza PHP (<5.3.0) si comporta in maniera decisamente strana!
(ancora...)